Agosto 2017
    Ritornare
    Condividi

    Le oche facciabianca e la primavera artica precoce

    Nelle ricerche sugli effetti dei cambiamenti climatici sull’avifauna, il fenomeno dell’amplificazione artica – il riscaldamento accelerato delle regioni polari – è oggetto di particolare inquietudine.

    Se non riescono ad adattare il loro comportamento, una primavera più precoce non favorisce le oche facciabianca.
    Se non riescono ad adattare il loro comportamento, una primavera più precoce non favorisce le oche facciabianca.
    foto © Stefan Pfützke/Green-Lens.de

    Nelle ricerche sugli effetti dei cambiamenti climatici sull’avifauna, il fenomeno dell’amplificazione artica – il riscaldamento accelerato delle regioni polari – è oggetto di particolare inquietudine. L’avanzamento più rapido della primavera ai poli potrebbe giocare un tiro mancino ai nidificanti artici, migratori a lungo raggio, se non riusciranno ad adattarsi alle nuove condizioni sui loro siti di nidificazione.

    Con l’aiuto di un modello statistico, alcuni studiosi olandesi e della Stazione ornitologica hanno tentato di predire l’impatto dell’accelerazione della primavera sulla riproduzione dell’Oca facciabianca. Questi uccelli migratori riusciranno ad anticipare il loro arrivo nell’Artico? Le loro riserve energetiche, cruciali per l’inizio della nidificazione quando la vegetazione è ancora magra, basterebbero loro se arrivassero più presto?

    Nello scenario secondo il quale le oche facciabianca non riuscirebbero ad adattare il loro arrivo nell’Artico, il modello prevede che questo sfasamento costerebbe loro molto in termini di successo riproduttivo. A meno che le estati più lunghe non riusciranno a mitigare le perdite. Nello scenario in cui le oche facciabianca anticipassero la primavera precoce partendo più presto dai loro siti di svernamento, il modello prevede che potrebbero raggiungere i loro siti di riproduzione fino a 44 giorni in anticipo senza che la loro riproduzione ne venga influenzata.

    Uccelli sociali, le oche beneficiano in generale di una flessibilità comportamentale che fornisce loro un certo potenziale di adattamento rapido ai cambiamenti climatici lungo i loro percorsi migratori.

    Lameris, T. K., Scholten I., Bauer S., Cobben M. M. P., Ens B. J. & B. A. Nolet (2017). Potential for an Arctic-breeding migratory bird to adjust spring migration phenology to Arctic amplification. Glob Change Biol. 2017;00:1–11.