Stiaccino

      Lo Stiaccino è un abitante delle praterie fiorite. Il suo futuro dipende dallo sfruttamento poco intensivo dei prati che, per essere a lui congeniali, devono essere senza fertilizzanti, irrigati moderatamente dal ruscellamento e senza concimazione. Lo Stiaccino figura come vulnerabile (VU) sulla Lista rossa.

      Obiettivi

      Avendo in gran parte abbandonato le pianure a causa della coltivazione intensiva dei prati, oggi lo Stiaccino colonizza ancora le praterie di sfalcio estensive delle regioni di montagna. Tuttavia, dal momento che negli ultimi 20 anni l’agricoltura si è intensivizzata anche in queste aree, lo Stiaccino rischia di abbandonare ulteriori zone. Questo progetto mira a sviluppare soluzioni per preservare e promuovere le popolazioni attuali. L'obiettivo è quello di invertire l'evoluzione negativa degli effettivi. Dal momento che lo Stiaccino necessita di grandi praterie che vengono falciate tardivamente, il successo della sua protezione dipende dalla distribuzione del denaro pubblico in agricoltura. Più soldi saranno spesi per la conservazione della biodiversità, meglio sarà per lo Stiaccino. Lo Stiaccino è una delle 50 specie prioritarie del «Programma di conservazione degli uccelli in Svizzera», gestito di comune accordo dalla Stazione ornitologica svizzera, l'Associazione svizzera per la protezione degli uccelli BirdLife Svizzera e l'Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

      Metodologia

      Saranno implementate alcune misure di protezione specifiche in diversi sotto-progetti e messe in pratica in collaborazione con gli agricoltori. Esempi:

      1. Influenza delle superfici di compensazione sul successo di nidificazione e l'ecologia delle popolazioni degli stiaccini - studi effettuati a Ramosch (GR) e Geschinen (VS)
      2. Evoluzione delle popolazioni nelle zone selezionate (Bassa Engadina e Valle di Conches)
      3. Impostazione di un regime di pascolo favorevole allo Stiaccino a Bever GR e a Ponts-de-Martel NE
      4. Conservazione dello Stiaccino sull’Altipiano di Diesse e nella Bassa Engadina
      5. Conservazione dello Stiaccino nella Valle di Conches: quali misure devono essere prese affinché lo Stiaccino possa sopravvivere in un ambiente agricolo in piena evoluzione
      6. È possibile influenzare l’insediamento dello Stiaccino riproducendo canti della specie?

      Importanza

      Il progetto ha per obiettivo di accertare come la conoscenza delle minacce a una specie di uccelli porti a cambiamenti nel modo di coltivazione a favore delle specie minacciate. Le misure dovranno in seguito entrare in vigore in tutte le regioni con stiaccini in Svizzera. A questo scopo, gli agricoltori devono essere indennizzati finanziariamente. La pubblicazione in tedesco "Bestandsrückgang des Braunkehlchens Saxicola rubetra in der Schweiz, mögliche Ursachen und Evaluation von Fördermassnahmen", il foglio informativo sui nidificanti delle praterie Wiesenbrüter (in tedesco) e la scheda tecnica Agriculture de montagne et tarier des prés; Berglandwirtschaft und Braunkehlchen (in tedesco) riuniscono le informazioni importanti. Il comunicato stampa dell’11 giugno 2009 «Gli uccelli muoiono nei loro prati » ha attirato l’attenzione sul problema della diffusione del taglio precoce delle praterie.

      Risultati

      La piccola popolazione di stiaccini sul Altopiano di Diesse (BE) non ha potuto essere salvata (Berger et al. 2009).

      Il progetto di Saint-Imier mostra che le misure efficaci per la protezione di questa specie possono essere messe in atto nell’ambito dei progetti di interconnessione. Le condizioni necessarie sono una preparazione rigorosa (dati precisi sulla presenza dello stiaccino) e una grande superficie idonea, sfalciata tardivamente e, se possibile, in rete (Bassin 2013).

      I nostri studi fatti in Engadina mostrano che il problema principale dello stiaccino è legato alla gestione delle praterie fiorite in pianura. A causa dei fertilizzanti e in vista dell’insilamento, le praterie fiorite situate nella valle al giorno d’oggi, non sono più sfalciate da 1 a 2 volte ma da 2 a 3. Il primo sfalcio ha luogo abbastanza presto e in un momento in cui i giovani stiaccini sono ancora nel nido. La maggior parte delle nidiate sono distrutte. Capita anche che siano uccise le femmine nidificanti. Il secondo sfalcio dei prati ugualmente è troppo presto, quando la nidiata di rimpiazzo è ancora nel nido. Sulle superfici dove il primo sfalcio avviene più tardi (dopo il 15 luglio), l’80% degli stiaccini nidifica con successo. Ciononostante, anche in altitudine, ci sono sempre meno prati che restano così a lungo preservati dallo sfalcio (Graf 2011).

      Per le piccole popolazioni di Bever GR e di Ponts-de-Martel, andiamo oltre per migliorare il successo riproduttivo degli stiaccini: durante il loro periodo di nidificazione, il pascolo è impedito mediante le recinzioni nelle loro aree di nidificazione. A Ponts-de-Martel, l’effettivo ha potuto mantenersi negli ultimi anni (Perret et al. 2013). Dal 1988, è diminuito a Bever e nel 2009 aveva raggiunto il suo livello più basso con solo 5 territori (Horch et al. 2011).

      In Svizzera, sono le Alpi centrali a ospitare ancora le più grandi popolazioni di stiaccini, anche la Bassa-Engadina e la valle di Conches rivestono una particolare importanza per la specie. Il nord e il centro dei Grigioni ospitano anche alcuni buoni effettivi di questa specie.

      Engadina

      Anche nella Bassa Engadina, la protezione dei nidi è iniziata nel 2004, come misure di emergenza: gli stiaccini si installano per nidificare nelle zone agricole sfruttate intensivamente erano di fatto una trappola, in quanto il loro nido non aveva nessuna possibilità di successo. Gli abitanti della Bassa-Engadina che si interessano agli uccelli osservano le coppie nidificanti per localizzare i nidi. Li segnalano e si mettono d'accordo con l'agricoltore per evitare lo sfalcio in un perimetro (di almeno 1 ara) intorno al nido. L’agricoltore è risarcito. Questa misura pragmatica deve inoltre permettere di sensibilizzare gli agricoltori sul problema degli uccelli nidificanti nelle praterie e di stimolare la loro comprensione e cooperazione. In totale 135 nidi sono stati protetti; 100 hanno nidificato con successo, 25 misure di protezione hanno fallito mentre il destino delle ulteriori 10 resta incerto. Le principali cause di fallimento sono state lo sfalcio e la predazione (Janet 2014).

      È noto che, per insediarsi e scegliere un sito di nidificazione, gli stiaccini tengono conto della presenza di conspecifici. Ci siamo chiesti se, per la conservazione della specie, fosse possibile sfruttare questo comportamento, attirando artificialmente gli stiaccini e favorendo così il loro insediamento in prati con sfalcio tardivo. Nell’ambito di una ricerca effettuata in Engadina, abbiamo tentato sperimentalmente di influenzare il loro insediamento riproducendo canti di Stiaccino (playback) per simulare la presenza di conspecifici (Voegeli et al 2018). I risultati hanno mostrato che la riproduzione del playback non ha nessun effetto, né repulsivo né attrattivo, sull’insediamento degli stiaccini. È tuttavia risultato chiaramente che un fattore importante per il loro insediamento è la vicinanza di popolazioni di una certa dimensione. Si è potuto così mostrare per la prima volta in maniera esplicita che il tasso d’insediamento dello Stiaccino diminuisce man mano che ci si allontana dai baricentri distributivi della specie. In futuro la sua promozione dovrà quindi focalizzarsi in maniera ancora maggiore sulla conservazione degli effettivi ancora presenti e sulla rivitalizzazione delle loro immediate vicinanze (fino a 2 km di distanza dai baricentri distributivi). Ciò rafforza la necessità, per la conservazione dello Stiaccino in Svizzera, di promuovere prati e pascoli estensivi e poco intensivi attorno ai baricentri distributivi delle sue popolazioni (Horch & Spaar 2015). Queste misure necessitano tuttavia spazio: ricerche effettuate mostrano che, per fare in modo che una popolazione di Stiaccino resti autosufficiente, oltre il 60% dei prati idonei quale habitat devono essere falciati tardi (Grüebler et al 2015).

      Nord e centro dei Grigioni

      Alcune regioni dei Grigioni ospitano ancora importanti popolazioni di uccelli delle praterie. Sono conosciuti i nuclei delle popolazioni dell’Engadina, ma una visione generale dei più importanti siti di nidificazione era finora carente globale. I censimenti degli uccelli nidificanti su 157 km2 di praterie da sfalcio potenzialmente idonee hanno permesso di identificare 78 zone nucleo i nidificanti al suolo, per un totale di 82,3 km2. Questi sono ripartiti come segue: 51,1 km2 di zone per lo Stiaccino, 23,25 km2 per l’Allodola e 46,6 km2 per il Prispolone (le zone nucleo di tre specie si sovrappongono). Tra il 2010 e il 2013, queste zone sono servite come habitat in media a 610 coppie di Stiaccino, 220 coppie di Allodola e 650 coppie di Prispolone. I profili delle zone nucleo (che potete trovare qui; con una mappa d’insieme) rendono possibile una comprensione ancora migliore dei bisogni degli uccelli nidificanti al suolo minacciati durante l’elaborazione e l’implementazione di progetti agricoli di interconnessione.

      Valle di Conches

      Nella valle di Conches, la situazione iniziale dello Stiaccino è diversa rispetto all’Engadina. Là non vi sono vasti prati d’altitudine "a maturazione tardiva" che fungono da habitat di rifugio o di rimpiazzo. Inoltre, i nidi sono ovunque minacciati da una possibile intensificazione dello sfruttamento.

      Nel 2010 in quattro aziende agricole è stato esaminato a titolo di esempio l’impatto economico del mantenimento di una data di sfalcio tardiva (Schmid & Horch 2010).

      Sono state così ricavate misure e contributi finanziari per una gestione rispettosa prati (Flyer per le aree nucleo).

      Nel 2011, in collaborazione con il Dipartimento di agricoltura, silvicoltura e gestione del paesaggio e gli agricoltori che lavorano nella zona, è stato istituito un primo "nucleo Stiaccino" a Geschinen, che è stato assicurato per sei anni da contratti tra agricoltori e cantoni.

      Al fine di quantificare meglio il conflitto fra la fenologia riproduttiva e quella dello sfalcio nel Goms, è stata realizzata una tesi di master in collaborazione con University College, Londra nel 2011 (Strebel et al., 2011). Le indagini hanno mostrato che il conflitto era più evidente nelle aree più gestite e falciate precocemente del fondovalle, mentre era relativamente basso nei prati sui coni di valanga o sul lato meridionale della valle. I risultati confermano la scelta del 15 luglio come il primo momento per tagliare, che è in linea di principio compatibile con le condizioni di gestione esistenti per i prati estensivi. Tuttavia, non è assicurata la dimensione dell'area dei prati a sfalcio tardivo in ritardo necessaria per una corretta conservazione dello Stiaccino. Al fine di raggiungere questo obiettivo, ulteriori "zone nucleo Stiaccino" dovrebbero essere istituite a breve. A lungo termine, solo una ristrutturazione ecologicamente motivata del sistema di contribuzione agricola sarà in grado di salvare gli effettivi di Stiaccino nelle aree agricole montane.

      Responsabile di progetto

      Petra Horch, Reto Spaar

      Partner

      Ufficio federale dell'ambiente (UFAM)
      Associazione Svizzera per la Protezione degli Uccelli/BirdLife Svizzera
      Lokale Ornithologinnen und Ornithologen
      Cantone Vallese, servizio dell’agricoltura e servizio delle foreste e del paesaggio
      Fromagerie bio de montagne, Valle di Conches

      Donatori

      Marion J. Hofer-Woodhead-Stiftung
      Schiller-Stiftung, Lachen
      Alfred Vogel Stiftung, Feusisberg
      Volkart Stiftung, Winterthur
      Wofona Trust
      Zigerli-Hegi-Stiftung
      Private Donatoren

      Pubblicazioni

      Berger-Flückiger, A., M. Kéry, O. Biber & P. Horch (2008):
      Evolution de l´avifaune nicheuse du plateau de Diesse (Jura bernois) entre 1972 et 2000.
      Grüebler, M. U., H. Schuler, M. Müller, R. Spaar, P. Horch & B. Naef-Daenzer (2008):
      Female biased mortality caused by anthropogenic nest loss contributes to population decline and adult sex ratio of a meadow bird.
      Horch, P., U. Rehsteiner, A. Berger-Flückiger, M. Müller, H. Schuler & R. Spaar (2008):
      Bestandsrückgang des Braunkehlchens Saxicola rubetra in der Schweiz, mögliche Ursachen und Evaluation von Fördermassnahmen.