Revisione della LCP sulla strada sbagliata

    Con la revisione parziale in corso della Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici LCP la Confederazione intende delegare le sue competenze in materia di specie protette ai Cantoni. Questi ultimi potrebbero ora procedere più facilmente e senza il consenso dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM contro specie protette come ad esempio il Cigno reale, l’Airone cenerino o lo Smergo maggiore.

    Secondo la proposta del Consiglio federale e del Parlamento, in futuro ogni Cantone dovrebbe poter agire per conto proprio contro cigni reali «molesti». Tuttavia, azioni non coordinate rendono più difficile una soluzione duratura e sostenibile di eventuali conflitti.
    Secondo la proposta del Consiglio federale e del Parlamento, in futuro ogni Cantone dovrebbe poter agire per conto proprio contro cigni reali «molesti». Tuttavia, azioni non coordinate rendono più difficile una soluzione duratura e sostenibile di eventuali conflitti.
    Foto © Marcel Burkhardt

    La Legge sulla caccia, in vigore dal 1986, si è dimostrata valida. L’attuale legislazione prevede procedure appropriate per risolvere in modo pragmatico ed efficace eventuali conflitti con uccelli selvatici. Con lo spostamento di competenze proposto, le specie protette rischiano di diventare una pedina in balia degli interessi politici cantonali, fatto che, alla fine, rende anche più difficile una soluzione coordinata su vasta scala degli eventuali conflitti. La Stazione ornitologica respinge per motivi tecnici l’inutile riorientamento delle attuali competenze.

    Dall’ultima revisione della Legge sulla caccia diverse specie cacciabili di uccelli, come ad esempio la Pernice bianca, il Fagiano di monte o la Beccaccia, hanno dovuto essere inserite nelle Lista Rossa o nella categoria delle specie potenzialmente minacciate. Nell’ambito della revisione parziale, la Confederazione e il Parlamento avrebbero dovuto porsi la domanda se queste e altre specie dovessero essere protette per conservare a lungo termine i loro effettivi. La Stazione ornitologica si rammarica che questa occasione sia andata persa.

    Sulla base dell’Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013- 2016, la Stazione ornitologica ha identificato le azioni prioritarie necessarie per migliorare la situazione dell’avifauna. A queste appartiene anche la conservazione di aree possibilmente vaste nelle quali gli uccelli siano protetti da disturbi, come quelli provocati anche dalla caccia. Indipendentemente dalla futura configurazione della LCP, la Stazione ornitologica si impegnerà con i suoi partner per il raggiungimento di questo obiettivo. 

    Per proteggere Aquila reale, Nibbio reale e Gipeto da avvelenamenti da piombo, la Stazione ornitologica si aspetta inoltre che gli sforzi per la sostituzione delle munizioni contenenti piombo vengano rapidamente ancorati nella legge.

    Michael Schaad