Un nuovo slancio

    Con una strategia lungimirante, la Stazione ornitologica vuole aiutare l’avifauna svizzera a ripartire con nuovo slancio e il nostro Paese ad avere di nuovo habitat più attraenti.

    Sterpazzola
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    Foto © Marcel Burkhardt

    A livello mondiale, il declino della biodiversità continua a progredire e può essere fermato solo con azioni decisive. Joe Biden, il nuovo presidente degli Stati Uniti, già pochi giorni dopo il suo insediamento ha annunciato un ambizioso obiettivo di protezione della natura: per arrestare la perdita di biodiversità, entro il 2030 il 30 % della superficie del Paese dovrà essere protetta. Negli USA oggi lo è solo il 12 %. Anche in Gran Bretagna cresce la consapevolezza che è necessario dare più spazio alla fauna selvatica: il movimento «Rewilding Britain» intende riconsegnare terreni coltivati alla natura.

    E da noi? Secondo il Piano d’azione della Strategia Biodiversità Svizzera, entro il 2040 il nostro Paese dovrà disporre di un’infrastruttura ecologica funzionante, sia nelle aree rurali che in quelle urbane. Come misura immediata, vanno rivitalizzate le zone di protezione esistenti. Ma questo non basta. La crescente edificazione e frammentazione degli habitat e l’ulteriore intensificazione dello sfruttamento agricolo, anche nelle regioni di montagna, aumenteranno ulteriormente la già forte pressione sulla biodiversità. Nel Piano d’azione si propone quindi di creare nuove aree protette. Fin qui tutto bene. Tuttavia, già la salvaguardia obbligatoria di superfici per la biodiversità particolarmente preziose viene elencata solo come «misura da esaminare». Questo non sembra quindi un Piano molto ambizioso e visionario per proteggere gli ultimi paradisi naturali. Perché sacrifichiamo terreni in maniera quasi illimitata e irrevocabile per progetti di insediamento e di infrastrutture, ma ci riesce difficile salvaguardare superfici per la biodiversità, anche se alla fine ne dipende la nostra stessa esistenza?

    Ciò di cui ha bisogno l’avifauna è una strategia lungimirante che le offra gli habitat necessari. Habitat sufficienti e adeguati sono infatti altrettanto importanti quanto aria e acqua potabile pulite. Soddisfano inoltre il desiderio della gente di avere a disposizione più spazi naturali, cresciuto sensibilmente durante il confinamento. Lo scorso anno, le zone di protezione della natura sono state destinazioni e aree ricreative gettonate. Alcuni studi mostrano inoltre che esperienze nella natura rendono le persone più felici e sane. Da qui parte il nuovo programma della Stazione ornitologica: con il progetto «Un nuovo slancio per l’avifauna» desideriamo avviare una svolta, creando habitat attraenti con numerosi partner in tutto il Paese. Non solo per gli uccelli!