Sulle tracce della Beccaccia

    Quali boschi preferisce la Beccaccia? Quando partono, in autunno, le beccacce che nidificano in Svizzera? Analisi computerizzate della loro voce possono aiutare nei censimenti delle beccacce? Queste questioni, importanti per la conservazione della Beccaccia, sono attualmente oggetto d’indagine da parte della Stazione ornitologica.

    La Beccaccia, uccello poco appariscente ed esclusivamente boschivo, è quasi scomparsa dall’Altipiano.
    La Beccaccia, uccello poco appariscente ed esclusivamente boschivo, è quasi scomparsa dall’Altipiano.
    Foto © Christoph Meier-Zwicky
    Sonogramma della strofa del canto di un maschio di Beccaccia in parata.
    Sonogramma della strofa del canto di un maschio di Beccaccia in parata.
    Foto © Lukas Linder
    La strofa dura circa due secondi ed è compsta da cinque elementi gracidanti, a bassa frequenza, e da un fischio finale, ad alta frequenza.
    La strofa dura circa due secondi ed è compsta da cinque elementi gracidanti, a bassa frequenza, e da un fischio finale, ad alta frequenza.
    Cartina di distribuzione della Beccaccia in Svizzera, basata sui dati per l’Atlante degli uccelli nidificanti 2013–2016.
    Cartina di distribuzione della Beccaccia in Svizzera, basata sui dati per l’Atlante degli uccelli nidificanti 2013–2016.

    Non esiste probabilmente una specie di uccelli indigena per la quale disponiamo di così poche informazioni come per la Beccaccia. A causa del suo piumaggio mimetico e del modo di vita riservato, questo timido uccello di bosco viene osservato molto raramente. La probabilità, durante una passeggiata nei boschi, di far involare una beccaccia è molto bassa, poiché questi uccelli si affidano al loro eccellente mimetismo e restano semplicemente accucciati a terra. Solo se ci si avvicina fino a pochi metri si alzano in volo, scomparendo tra gli alberi con il loro volo radente e veloce.

    L’unico momento in cui le beccacce sono ben visibili è in primavera, durante le loro parate nuziali. Allora, al crepuscolo e nella prima parte della notte, i maschi volano sopra gli alberi e le radure dei boschi, emettendo i loro caratteristici richiami nuziali. La combinazione tra profondi suoni gutturali e l’acuto fischio ad alte frequenze è inconfondibile. Queste vocalizzazioni molto particolari permettono, con uno sforzo relativamente basso, di verificare la presenza di maschi in parata. Non forniscono tuttavia alcuna informazione né sulla presenza di femmine, né sui siti preferiti di nidificazione, sul successo riproduttivo o sul numero di individui di una popolazione. Al di fuori del periodo riproduttivo le beccacce sono un po’ più facili da incontrare. Durante la migrazione, in ottobre e novembre milioni di beccacce provenienti dall’Europa settentrionale e nordorientale attraversano l’Europa centrale, in direzione dei loro quartieri di svernamento nell’Europa meridionale e sudoccidentale. In questo periodo succede regolarmente che singoli uccelli vengano osservati nelle agglomerazioni o addirittura nel bel mezzo delle città, spesso purtroppo dopo una collisione contro un edificio, alla quale sopravvivono con ferite o non sopravvivono del tutto.

    Durante il periodo di nidificazione non è possibile rilevare la Beccaccia con mappaggi standardizzati dei territori. Per poter stendere una cartina realistica della sua distribuzione per il nuovo Atlante degli uccelli nidificanti, nel 2015 la Stazione ornitologica ha invitato i suoi collaboratori per l’Atlante a cercare in maniera mirata la Beccaccia, cioè maschi in parata al crepuscolo. In questo ambito la regola più importante era: anche una ricerca infruttuosa doveva venir segnalata. L’impressionante risultato: su, in totale, 672 sopralluoghi serali sono state trovate per 273 volte beccacce in parata, mentre 399 ricerche hanno avuto esito negativo. Assieme a tutte le altre segnalazioni di beccacce degli altri tre anni di rilevamenti per l’Atlante, risulta una cartina di distribuzione che, per tutta la Svizzera, è probabilmente rappresentativa anche per questa specie difficile da rilevare.

    La cartina mostra che, nel Giura occidentale e lungo il margine settentrionale delle Alpi, dall’ultimo Atlante degli uccelli nidificanti degli anni 1993–1996 non è cambiato nulla. In queste regioni la Beccaccia è molto diffusa. Al contrario, negli ultimi vent’anni è quasi scomparsa dall’Altipiano e anche nel Giura orientale si osservano grosse lacune. In contrapposizione, nelle Alpi ci sono state nuove segnalazioni, in particolare nei Grigioni ma anche in Ticino. È tuttavia probabile che per poche di loro si tratti veramente di nuove presenze ma che piuttosto esistevano già a quel tempo ma non erano conosciute perché non si erano cercate in maniera mirata.

    Una cosa è certa: sull’Altipiano e nel Giura l’areale di distribuzione della Beccaccia si è sviluppato in maniera negativa. Quali cause entrano in considerazione cambiamenti nella costituzione dei boschi, aumento dei disturbi, aumento dei predatori e prelievo venatorio che, soprattutto in Francia e Spagna, è enormemente elevato. Probabilmente le cause della diminuzione sull’Altipiano e nel Giura non sono le stesse.

    Per cercare di capire quali siano queste cause, l’Ufficio federale dell’ambiente UFAM ha commissionato uno studio, coordinato dal Centre Suisse de Cartographie de la Faune CSCF a Neuchâtel, al quale lavora anche la Stazione ornitologica. Nel Giura neocastellano le beccacce vengono catturate, munite di due tipi di piccoli trasmettitori e rilasciate. I trasmettitori del tipo VHF permettono di localizzare gli uccelli. I boschi nei quali essi soggiornavano verranno poi confrontati con quelli in cui la Beccaccia non era presente. Basandosi su questi dati sarà possibile descrivere la struttura forestale più idonea alla Beccaccia. Con l’uso dell’altro tipo di trasmettitori, ARGOS, il progetto dovrebbe fornire dati anche sul momento in cui gli uccelli indigeni nidificanti lasciano la Svizzera per migrare verso sudovest.

    Poiché la Beccaccia non può essere rilevata con i normali mappaggi dei territori, era finora praticamente impossibile stimare trend attendibili degli effettivi per la Svizzera. Nel 2017 la Stazione ornitologica ha quindi lanciato un nuovo programma di monitoraggio specie- specifico. In 133 punti distribuiti in tutta la Svizzera si procede da subito a controllare annualmente l’attività nuziale dei maschi. Se sono presenti maschi in parata, viene steso un protocollo del numero dei sorvoli. Saranno comunque necessari alcuni anni finché sarà possibile stimare trend attendibili. Un altro problema sembra invece risolvibile e la Stazione ornitologica ci sta lavorando al momento: se ci si trova su un luogo di parata della Beccaccia e in un’ora si contano 15 sorvoli di maschi in corteggiamento, resta ancora poco chiaro di quanti individui si tratti veramente. Progetti di ricerca nel Giura neocastellano e in Inghilterra hanno mostrato che i canti di parata dei singoli maschi si differenziano leggermente. Se si registrano questi canti e si analizzano con il computer, dovrebbe essere possibile distinguere i singoli individui e quindi stimare il numero di maschi attivi su questo particolare luogo di parata. Il progetto della Stazione ornitologica mostrerà quanto questo metodo sia affidabile. I problemi tecnici nella registrazione dei suoni e nell’analisi dei dati sono in gran parte risolti, tuttavia al momento è ancora poco chiaro se le differenze nei canti dei diversi maschi siano sempre e ovunque abbastanza grandi da permettere con la necessaria sicurezza il riconoscimento dei singoli individui.

    In Romandia e in Ticino la Beccaccia viene ancora cacciata. In Svizzera la pressione venatoria è molto inferiore rispetto a quella dei Paesi vicini. Tenendo conto degli effettivi in diminuzione, lo scopo della regolamentazione della caccia deve essere quello di evitare l’abbattimento degli uccelli indigeni. A questo scopo è importante conoscere il momento in cui i nostri uccelli nidificanti iniziano a migrare e lasciano la Svizzera. Dati del 2016 hanno mostrato che molte beccacce indigene sono partite alle prime nevicate, tuttavia due uccelli sono restati più a lungo in Svizzera: uno fino al 25 novembre e uno persino fino al 15 dicembre. La stagione venatoria dovrebbe quindi venir accorciata di conseguenza, preferibilmente ancora nell’ambito della revisione della legge in corso.