Gli uccelli migratori ritornano con il rinverdirsi dell’Europa (18.03.2020)

    In primavera gli uccelli migratori che ritornano dall’Africa seguendo la rotta che attraversa l’Europa occidentale arrivano in media una settimana prima rispetto a quelli che seguono la rotta orientale. Uno studio compilativo della Stazione ornitologica svizzera di Sempach mostra inoltre che gli uccelli seguono il rinverdirsi della vegetazione nell’area di nidificazione, più precoce nell’Europa occidentale per il suo clima più oceanico, rispetto a quella dell’est del Continente.

      Sullo stesso sito di nidificazione nella Repubblica ceca le rondini che utilizzano la via migratoria orientale arrivano in media 5 giorni più tardi rispetto a quelle che seguono quella occidentale.
    Sullo stesso sito di nidificazione nella Repubblica ceca le rondini che utilizzano la via migratoria orientale arrivano in media 5 giorni più tardi rispetto a quelle che seguono quella occidentale.
    Foto © Marcel Burkhardt Immagine in qualità di stampa
    I siti di nidificazione delle popolazioni studiate sono rappresentati da diagrammi circolari che indicano la proporzione di uccelli che utilizzano la rotta di migrazione occidentale (rosso) o orientale (blu) entro ciascuna popolazione. I nidificanti in Europa occidentale hanno generalmente i siti di svernamento nell’Africa dell’Est, mentre quelli che nidificano nell’Europa occidentale nell’Africa dell’Ovest. Le zone occupate da popolazioni in cui gli individui presentano direzioni di migrazione divergenti si situano in una stretta area compresa tra le longitudini 10 e 20°E (diagrammi circolari bicolore). I siti di svernamento individuali sono indicati da dei punti.
    I siti di nidificazione delle popolazioni studiate sono rappresentati da diagrammi circolari che indicano la proporzione di uccelli che utilizzano la rotta di migrazione occidentale (rosso) o orientale (blu) entro ciascuna popolazione. I nidificanti in Europa occidentale hanno generalmente i siti di svernamento nell’Africa dell’Est, mentre quelli che nidificano nell’Europa occidentale nell’Africa dell’Ovest. Le zone occupate da popolazioni in cui gli individui presentano direzioni di migrazione divergenti si situano in una stretta area compresa tra le longitudini 10 e 20°E (diagrammi circolari bicolore). I siti di svernamento individuali sono indicati da dei punti.
    Foto © Martins Briedis Immagine in qualità di stampa
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    Sempach. – La primavera è alle porte: flora e fauna si risvegliano e gli uccelli migratori cominciano a tornare in Europa per nidificarvi. Ciononostante, il loro arrivo nei siti di nidificazione non avviene simultaneamente ma vi sono delle differenze a seconda che intraprendano la rotta di migrazione occidentale – Africa dell’Ovest e stretto di Gibilterra – o quella orientale lungo l’Africa dell’Est e il vicino Oriente. Grazie all’analisi dei dati scaturiti da circa 600 geolocalizzatori applicati su 23 specie europee, la Stazione ornitologica svizzera svela che i migratori che intraprendono la rotta di migrazione orientale arrivano in media da 6 a 7 giorni più tardi rispetto a quelli che seguono quella occidentale.

     «Il nostro studio mostra che questo arrivo più tardivo riflette il rinverdirsi meno precoce dell’Europa dell’Est, dove le condizioni climatiche sono più continentali rispetto a quelle dell’ovest del Continente» spiega Martins Briedis, autore dello studio e ricercatore sulla migrazione a Sempach. «Gli uccelli seguono inoltre il rinverdirsi da sud a nord: arrivano sui loro siti di nidificazione in media 1,5 giorni più tardi per ciascun grado di latitudine verso nord.»

     «Il gradiente climatico da ovest verso est influenza i tempi della migrazione europea su larga scala, ma gli uccelli adattano la loro migrazione anche alla fenologia locale» riassume Briedis, che conclude affermando che «questo tipo di ricerca può anche rivelare potenziali effetti del cambiamento climatico a lungo termine sui sistemi migratori.» Far coincidere il ritorno della migrazione con lo sviluppo della vegetazione locale è importante per la sopravvivenza e per il successo riproduttivo dei migratori: con primavere molto anticipate, alcuni migratori a lungo raggio possono arrivare «in ritardo» sui loro siti di nidificazione, quando la vegetazione è appunto già molto avanzata e la disponibilità di prede per la loro nidiata, per es. bruchi, è già in diminuzione.

     

    Source
    Briedis, M., S. Bauer, P. Adamík, J. Alves, J. Costa, T. Emmenegger, L. Gustafsson, J. Koleček, M. Krist, F. Liechti, S. Lisovski, C. Meier, P. Procházka, S. Hahn. (2020). Broad-scale patterns of the Afro-Palaearctic landbird migration. Global Ecology and Biogeography 2020; 29: 722–735.

    Altre informazioni

    Arno Schneider
    Stazione ornitologica svizzera
    Via Chiossascio 6
    6594 Contone
    Tel. 091 840 12 91
    arno.schneider@vogelwarte.ch