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Le responsabilità dell‘agricoltura

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Per l’avifauna, i maggesi fioriti si sono rivelati superfici per la promozione della biodiversità particolarmente efficaci. In primo piano si nota un settore ben strutturato di quattro anni. Le piante erbacee che sovrastano le altre vengono ad esempio utilizzate volentieri dal Saltimpalo come posatoio per il canto. In secondo piano il papavero è la specie dominante del popolamento di un anno, ancora piuttosto rado. © Lukas Pfiffner

La Confederazione ha definito specie faro e specie bersaglio, per le quali l’agricoltura ha una particolare responsabilità e che vanno promosse. Malgrado ciò, queste specie sono in netto calo. Di base, strumenti come superfici per la promozione della biodiversità e progetti di interconnessione sono idonei, ma dovrebbero essere implementati in maniera molto più coerente.

Come quasi ovunque in Europa, anche in Svizzera nelle zone agricole la biodiversità è messa particolarmente a dura prova. Dall’inizio degli anni ‘50, molte specie di queste zone sono fortemente diminuite per cui, sulla Lista Rossa, la percentuale di specie che nidificano nelle zone agricole è particolarmente elevata. Da allora, due specie nidificanti tipiche delle zone agricole, come l’Averla maggiore e l’Averla capirossa, sono persino completamente scomparse, mentre Starna e Ortolano stanno per sparire.

Superfici per la promozione della biodiversità

Negli ultimi decenni, la Confederazione ha elaborato diversi strumenti per arrestare la diminuzione degli effettivi e permettere una ripresa. Dagli anni ‘90 gli agricoltori ricevono pagamenti diretti soltanto se possono fornire la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. Ciò prevede, fra l’altro, che gli agricoltori gestiscano almeno il 7 % della loro superficie agricola utile come superfici per la promozione della biodiversità (SPB) (per colture speciali come vigneti o superfici a orticoltura solo il 3,5 %). Le SPB sono terreni gestiti in maniera estensiva, destinati a promuovere la biodiversità. Gran parte delle SPB sono prati a sfruttamento estensivo (senza concime, sfalcio tardivo), alberi da frutto ad alto fusto e siepi. La Confederazione distingue due gradi di qualità che, a seconda del tipo, vengono definiti tramite la presenza di determinate piante indicatrici (ad es. nel caso dei prati sfruttati estensivamente) o attraverso le strutture presenti (ad es. nel caso degli alberi da frutto ad alto fusto e delle siepi). Per le SPB l’agricoltore riceve pagamenti diretti. Dal 2000 può ottenere ulteriori contributi se sceglie le sue SPB secondo un concetto regionale. All’interno di tali progetti di interconnessione si stabiliscono obiettivi quantitativi rispetto alla quantità e alla qualità dei singoli tipi di SPB. Nel 2016 gli agricoltori hanno dichiarato in media il 17,6 % delle loro superfici agricole utili quali SPB. Sull’Altipiano, ciò corrisponde a 20 000 ettari di SPB di qualità elevata (grado di qualità II, più maggesi fioriti e da rotazione). Tuttavia, nella Concezione «Paesaggio svizzero» (CPS) già nel 1995 si era formulato l’obiettivo di 65 000 ettari di spazi vitali di qualità elevata sull’Altipiano. Ancora oggi mancano quindi due terzi delle superfici di qualità previste.

Distribuzione 2013-2016 delle 47 specie nidificanti che figurano negli Obiettivi ambientali nell’agricoltura. La carta è una combinazione delle carte delle singole specie.

Specie tipiche dei terreni agricoli sotto pressione

Le SPB hanno come obiettivo la promozione della biodiversità. Negli «Obiettivi ambientali nell’agricoltura» (OAA) la Confederazione ha stabilito quali specie vadano concretamente promosse nelle zone agricole. Per gli uccelli nidificanti, 29 specie sono definite come specie bersaglio e 18 come specie faro. Gli effettivi delle specie bersaglio vanno «mantenuti e promossi» nel loro naturale areale di distribuzione – la conservazione diretta della specie è quindi la preoccupazione principale. Gli effettivi delle specie faro «vengono promossi mettendo a disposizione habitat idonei su superfici sufficienti e con la qualità e la distribuzione spaziale necessarie» – le specie faro sono quindi i rappresentanti di una comunità vivente.

La carta combinata 2013-2016 della distribuzione di tutte le specie OAA mostra che gran parte di queste si trova sull’Altipiano occidentale, in particolare nella Champagne genevoise e nel Seeland BE/FR. Nel frattempo si è potuto dimostrare in più occasioni come le SPB possano influire positivamente sulla biodiversità a livello locale. Anche gli uccelli reagiscono in maniera positiva, soprattutto alle SPB di qualità elevata. Da un lato, singole specie come il Nibbio reale, il Picchio verde, il Gheppio o il Saltimpalo sono aumentate su vasta scala sin dal 1990, dall’altro, come mostra la cartina della variazione della presenza dal 1993-1996, sempre su vasta scala vi sono ancora meno specie OAA rispetto agli anni 1993-1996. Aumenti degli effettivi si constatano soltanto in aree ristrette, come sulla piana dell’Orbe VD o nell’Ajoie JU. Da notare che anche le zone agricole in cui, negli ultimi decenni, sono stati realizzati progetti di valorizzazione su ampia scala, come i dintorni di Ginevra, il Seeland o il Klettgau SH, mostrano un bilancio positivo. Di queste valorizzazioni approfittano, tra gli altri, la Sterpazzola, il Saltimpalo, l’Averla piccola e lo Zigolo giallo. Al contrario, le zone di valorizzazione che comprendono superfici a prato e pascolo (come la piana di Wauwil LU o la valle del Reno sangallese) sulla carta della variazione raggiungono risultati solo leggermente migliori rispetto ai dintorni.

In tutta la Svizzera, gli uccelli delle zone agricole sono i grandi perdenti: variazione della distribuzione, dal 1993-1996, delle specie che figurano negli Obiettivi ambientali nell’agricoltura. La carta è una combinazione delle carte della variazione relative a 35 specie (esclusi Re di quaglie, Chiurlo maggiore, Beccac­cino, Barbagianni, Assiolo, Gufo comune, Upupa, Averla capirossa, Cannaiola verdognola, Balia dal collare, Cutrettola e Ortolano, per i quali non esistono carte corrispondenti).

Sono necessari ulteriori sforzi

Complessivamente, il declino degli uccelli delle zone agricole è continuato su ampia scala. L’obiettivo posto dalla Confederazione, di promuovere le specie OAA, è quindi ben lungi dall’essere raggiunto. Diversi esempi positivi mostrano tuttavia che, con gli strumenti a disposizione (SPB, progetti di interconnessione ecc.), un sostegno alle specie OAA sarebbe possibile. Che ciò non sia avvenuto su vasta scala dipende dal fatto che non ci si preoccupa abbastanza di raggiungere il grado di qualità II e che i progetti di interconnessione non sono abbastanza focalizzati sulle esigenze delle specie bersaglio.

Testo: Simon Birrer


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