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Habitat tipico dei Rallidi: vegetazione densa, dominata da carici, e acque fino a circa 40 cm di profondità. Tutto l’habitat si trova quasi completamente sott’acqua.

© Martin Schuck
Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013-2016

Rallidi: vita segreta tra acqua e terra

I Rallidi abitano zone con acque poco profonde e zone di interramento dove, perlopiù, si spostano nella densa vegetazione; per questi uccelli la comunicazione acustica è quindi importante. In Svizzera, le tre piccole specie di Rallidi sono rare. La loro attività di canto notturna e le abitudini riservate rendono difficili i rilevamenti.

Nell’Europa centrale, le tre piccole specie di Rallidi Voltolino, Schiribilla e Schiribilla grigiata, sono presenti solo in modo frammentario; il loro baricentro distributivo si trova più a est. Negli ultimi 200 anni, il loro habitat, composto da zone umide quali paludi, prati umidi inondati e zone di interramento, è stato ridotto e drenato in maniera massiccia. In Svizzera, tra il 1900 e il 2010 le paludi e le torbiere hanno perso l’82 % e le golene il 36 % della loro superficie originale. Gli ultimi resti sono sparsi ed esposti a molti influssi negativi. In Svizzera, livelli delle acque troppo bassi durante il periodo di nidificazione, dovuti a canali di scolo e altre misure di drenaggio, portano ancora oggi alla svalutazione di molti habitat potenziali. Di per sé, gli habitat idonei non devono essere molto grandi: in condizioni favorevoli, tutt’e tre le specie possono infatti colonizzare anche zone umide inferiori a 1 ha.

Poiché, durante la migrazione, i Rallidi cantano solo raramente, attività di canto in habitat idonei indicano spesso individui intenzionati a nidificare. Nel 2013-2016, in Svizzera sono stati trovati annualmente 9-13 territori di Voltolino e 1-2 territori di Schiribilla. Per la Schiribilla grigiata si è trattato di un solo territorio nel 2012 e uno nel 2017, a cui si aggiunge una singola osservazione in periodo di nidificazione nel 2016. Quanto sarà grande il numero di territori sfuggiti ai rilevamenti?

Da un lato, questi furtivi abitanti delle paludi sono rari e compaiono in maniera irregolare, dall’altro possono essere rilevati, sia visivamente, sia acusticamente, solo con difficoltà. Osservazioni visive sono possibili quasi esclusivamente durante il periodo della migrazione, quando tutt’e tre le specie riposano talvolta ai margini dei canneti, sulle rive di specchi e corsi d’acqua; durante la stagione di nidificazione rimangono di regola ben nascoste in mezzo alla densa vegetazione. La loro attività di canto si concentra al crepuscolo e di notte. In alcune delle zone umide più grandi, con osservazioni più regolari, ogni anno vengono effettuati 1-2 controlli serali a partire dal crepuscolo. Nelle altre delle circa 90 zone umide, sistematicamente cartografate, come pure in altri potenziali siti di nidificazione, tali controlli mancano spesso completamente. A rendere più difficili le cose, si aggiunge il fatto che spesso i maschi cantano regolarmente solo fino a quando si sono accoppiati o sono state deposte le uova.

Con i metodi attuali, viene probabilmente scoperta solo una parte dei territori di queste specie. Un’intensificazione del monitoraggio, ad esempio mediante controlli notturni standardizzati o con dispositivi di registrazione dei suoni, consentirebbe una migliore conoscenza della distribuzione di queste specie.

Specie interessate

Testo: Claudia Müller & Martin Schuck

Suggerimento di citazione dell’Atlante online:
Knaus, P., S. Antoniazza, S. Wechsler, J. Guélat, M. Kéry, N. Strebel & T. Sattler (2018): Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013-2016. Distribuzione ed evoluzione degli effettivi degli uccelli in Svizzera e nel Liechtenstein. Stazione ornitologica svizzera, Sempach.

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