La ricchezza di specie di uccelli nidificanti, ma anche di farfalle diurne, cavallette e piante superiori, è particolarmente elevata nelle valli al centro e a meridione delle Alpi. Questa situazione è dovuta, tra l‘altro, al lavoro dei contadini che gestiscono anche numerose superfici marginali. Sull‘Altipiano, nel Giura e nelle Alpi settentrionali, molte specie di uccelli delle zone agricole un tempo molto diffuse, come ad es. lo Stiaccino, sono scomparse o i loro effettivi sono fortemente ridotti. Queste specie potranno quindi vivere anche in futuro in Svizzera solo se al centro e a meridione delle Alpi continuerà ad esistere un‘agricoltura di montagna estensiva, vicina alla natura. Per questo, la Stazione ornitologica svizzera si impegna da anni per un‘agricoltura di montagna che produca in maniera tradizionale e nel rispetto degli animali selvatici.
Al centro e a meridione delle Alpi, assieme agli uccelli delle zone agricole, anche questo tipo di agricoltura è minacciato. Lo provano il rimboschimento in Ticino e l‘abbandono di parte di paesaggi agricoli unici nel loro genere in Vallese. Alla difficile situazione economica nella quale si trova l‘agricoltura di montagna si associano gli effetti dei cambiamenti climatici: in Ticino e nelle vallate interne delle Alpi esistono da sempre anni di siccità, tuttavia negli ultimi tempi la loro frequenza è aumentata e questa tendenza è destinata probabilmente ad accentuarsi. Anni di siccità portano ad una netta diminuzione della crescita dell’erba, così che i contadini sono confrontati a forti oscillazioni dei raccolti. L’aumento degli effettivi di bestiame che si può osservare in molte regioni di montagna, promosso, tra l’altro, dai contributi statali per la tenuta di animali, come pure la selezione di razze sempre più produttive, porta d’altro canto ad un aumento del fabbisogno di foraggio grezzo ad alto contenuto proteico. In molte regioni secche per natura quest’ultimo può essere soddisfatto solo irrigando maggiormente le superfici prative. In questo modo, negli ultimi anni, diverse regioni secche del centro delle Alpi sono state dotate di moderni sistemi d’irrigazione, in parte su iniziativa di singoli agricoltori, in parte nel corso di bonifiche fondiarie. Le argomentazioni che seguono si riferiscono solo all’irrigazione mediante impianti moderni ed efficienti, non alla consueta irrigazione tradizionale mediante canali d’irrigazione.