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Più biodiversità e meno pesticidi in viticoltura

Agosto 2021

In collaborazione con la Stazione ornitologica, IP-Suisse ha sviluppato linee guida ecologiche per la promozione della biodiversità e la riduzione dell’uso di pesticidi nella produzione vitivinicola. L’obiettivo è quello di stabilire un innovativo standard ecologico nella produzione vinicola svizzera.

Grazie alla loro posizione favorevole dal punto di vista climatico, i vigneti hanno un altissimo potenziale per la biodiversità. Tuttavia, a causa dell’eliminazione di preziosi elementi strutturali e dell’impiego estremamente elevato di pesticidi, la qualità dell’habitat di Allodola, Zigolo nero & Co. è peggiorata in modo massiccio. Il settore vitivinicolo viene criticato da anni, soprattutto a causa dell’uso di pesticidi. La pressione del mercato e della politica costringe il settore a praticare una viticoltura molto più ecologica.

Raccogliere punti per la biodiversità nel vigneto

IP-Suisse e il rivenditore Denner si sono posti l’obiettivo di attuare a livello svizzero un programma per la promozione della biodiversità e la conservazione delle risorse naturali. IP-Suisse ha quindi incaricato la Stazione ornitologica di sviluppare un sistema a punti completo, ambizioso ed efficace con il quale valutare le misure per la promozione della biodiversità in viticoltura. In stretta collaborazione con sei cantine dei Cantoni Vallese, Vaud e Sciaffusa, sono state definite misure per il miglioramento delle condizioni di vita nei vigneti per specie animali e vegetali tipiche di questo ambiente e per la riduzione dell’uso di pesticidi, testandole poi in 14 aziende.

I 12 requisiti di base includono, tra le altre cose, un rinverdimento dell’intera superficie vignata; una percentuale minima del 3,5 % di questa superficie deve inoltre essere rivalorizzata con superfici per la promozione della biodiversità e devono essere presenti piccole strutture. Anche per quanto riguarda la questione fitosanitaria esistono vincoli molto severi.

Oltre ai requisiti di base, questo sistema a punti comprende una serie di misure per la promozione specifica della biodiversità e la riduzione dell’uso di pesticidi. Più la prestazione è elevata e più punti si possono ottenere, ad esempio, per la creazione di habitat preziosi come maggesi e siepi o la rinuncia a pesticidi con un potenziale di rischio particolarmente elevato.

Nel complesso, i requisiti del marchio richiedono che ogni azienda raggiunga un minimo di 16 punti, oltre ai requisiti di base. Quale aiuto all’attuazione, ai produttori viene offerta una guida completa, uno strumento online per l’inserimento dei dati e una consulenza di supporto. Sono inoltre previsti diversi brevi video. A partire dal 2022, la Stazione ornitologica intende valutare gli effetti delle misure attuate nei vigneti di IP-Suisse sull’avifauna.

Retribuire in maniera equa le prestazioni aggiuntive con premi di mercato

Per i produttori, i requisiti supplementari sono collegati a un maggior impegno. Il Programma utilizza sinergie con i programmi di pagamenti diretti della Confederazione. Per aziende specializzate in viticoltura, i pagamenti diretti sono tuttavia di scarsa importanza in termini di reddito, rispetto ai premi molto più rilevanti relativi ai prodotti.

Quale retribuzione per le prestazioni aggiuntive in ambito ecologico, IP-Suisse ha concordato con le cantine un premio di 30 centesimi per kg di uva.

Nel 2021 prima vendemmia – primi vini dal 2022

Nel 2021, per i primi vini IPSuisse sarà coltivata uva su ca. 100 ettari, dalla quale sarà prodotto ca. un milione di litri di vino; dal 2022 saranno disponibili da Denner i primi vini con il logo della coccinella di IP-Suisse. Il programma ha incontrato un grande interesse da parte del settore vitivinicolo. Un progetto rivolto alle risorse, inoltrato in Ticino nel 2021 e che persegue obiettivi simili, vuole utilizzare il sistema a punti per controllarne l’efficacia.

Tutti gli attori coinvolti nel progetto sono convinti che il programma abbia un elevato potenziale e che offra opportunità per promuovere la biodiversità su vaste superfici e proteggere le risorse naturali. O come dice il patron della cantina Rimuss & Strada, Andrea Davaz: «Questa evoluzione è l’unica alternativa possibile».