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© Nature Picture Library/ D. Tipling

Il Barbagianni è un uccello notturno e risente particolarmente dell’inquinamento luminoso. Nelle aree illuminate, gli uccelli trascorrono meno tempo al nido e i maschi sono più leggeri e hanno più ormoni dello stress nel sangue.

News - Contesto

Vittima delle nostre notti troppo chiare

Dicembre 2025

Con l’aumento dell’illuminazione artificiale in Svizzera, il Barbagianni si muove in un ambiente in continua evoluzione. La Stazione ornitologica, in collaborazione con l’Università di Losanna, si è interessata all’impatto dell’inquinamento luminoso su questo emblematico rapace notturno.

L’illuminazione artificiale, in costante espansione dagli anni 1950, può essere problematica per molti animali. Ad esempio, è già noto che la probabilità che i barbagianni occupino una cassetta nido tende a diminuire quando aumenta l’inquinamento luminoso nelle vicinanze. Quest’ultimo può anche indurre un cambiamento nel comportamento, alterare il ritmo circadiano e persino influenzare la secrezione ormonale. Negli uccelli notturni molti di questi effetti sono ancora poco conosciuti. Per questo motivo, la Stazione ornitologica svizzera sta studiando l’impatto a breve termine della luce artificiale sul comportamento riproduttivo e sulla risposta fisiologica della popolazione di Barbagianni nidificante sull’Altopiano svizzero.

I barbagianni vivono nelle nostre zone rurali, nidificando in cassette nido solitamente fissate a fienili e altri edifici agricoli, attorno ai quali si trovano spesso lampioni e altre fonti di luce artificiale provenienti dalle abitazioni circostanti. Per capire i loro effetti sul comportamento e sulla fisiologia dei barbagianni, vicino ad alcune cassette nido abbiamo installato delle lampade che imitano durante la notte l’intensità luminosa di un lampione che potrebbe trovarsi nelle vicinanze.

I risultati mostrano che una luce vicino alle cassette nido influenza il comportamento dei barbagianni durante il periodo di allevamento dei pulli. Nei siti illuminati, gli adulti effettuano la prima visita di alimentazione più tardi rispetto ai siti non illuminati. I maschi rimangono inoltre più a lungo nelle vicinanze del nido quando quest’ultimo è illuminato e hanno livelli più elevati di ormoni dello stress rispetto ai maschi le cui covate si trovano in aree più buie e sono anche più leggeri di questi ultimi. Le femmine, al contrario, trascorrono meno tempo nelle vicinanze del loro nido se quest’ultimo è illuminato e tendono ad entrarvi più spesso di quelle che allevano i loro pulli in siti non illuminati. Tuttavia, nelle femmine non sono state riscontrate differenze per ciò che riguarda la secrezione di ormoni dello stress o il loro peso.

Questi risultati suggeriscono che l’esposizione alla luce artificiale notturna non solo influisce sul comportamento genitoriale degli adulti, ma modifica anche il loro stress fisiologico. Questi effetti si traducono in una maggiore vigilanza nei maschi e un comportamento di evitamento più marcato da parte delle femmine. L’esposizione a una fonte di luce intensa può quindi essere percepita come un rischio maggiore di essere scoperti dai predatori, sia per la coppia che per la covata. Con la crescente presenza di luci artificiali, questi comportamenti – se persistono nel tempo – potrebbero portare a conseguenze dannose, come ripercussioni sul successo riproduttivo o sulla sopravvivenza degli individui.

Unità Influenze antropogeniche

Il progetto sugli effetti della luce artificiale sul Barbagianni fa parte dell’unità «Influenze antropogeniche». In questa unità studiamo gli effetti degli influssi dell’uomo sul benessere, il comportamento e la forma fisica degli uccelli. Altri progetti riguardano, ad esempio, gli effetti dei cambiamenti climatici o dell’inquinamento.

www.vogelwarte.ch/it/ricercare/influenze-antropogeniche