L’effetto termico delle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza è indiscusso. Quando colpisce il tessuto biologico, parte dell’energia radiante viene convertita in energia termica e il tessuto viene riscaldato di conseguenza: questo è esattamente ciò che accade in un forno a microonde. Per gli uccelli, questo effetto termico diventa un problema quando nidificano nelle immediate vicinanze di potenti trasmettitori ad alta frequenza. L’aumento della temperatura corporea è particolarmente critico per embrioni e nidiacei. L’interno dei campanili delle chiese è considerato oggi un luogo ideale per l’installazione di antenne di telefonia mobile: spesso queste strutture si trovano al centro di zone abitate e le antenne rimangono invisibili dall’esterno. Tuttavia, se questi campanili vengono utilizzati contemporaneamente da nidificanti in edifici come taccole o rondoni, che vi trovano da generazioni siti di riproduzione ideali, è molto probabile che si verifichino effetti negativi sulle covate.
Anche l’influsso delle radiazioni elettromagnetiche sulla bussola magnetica degli uccelli è stato dimostrato al di là di ogni dubbio. I ricercatori dell’Università di Oldenburg hanno potuto mostrare che ciò può verificarsi non solo in condizioni sperimentali di laboratorio, ma anche in condizioni reali. Tuttavia, non è chiaro se e in che misura la navigazione degli uccelli in migrazione venga pregiudicata dall’elettrosmog. Da un lato, gli uccelli possono utilizzare anche altri meccanismi per orientarsi e, dall’altro, non è noto quanto fortemente gli uccelli migratori siano esposti a una quantità di elettrosmog che possa disturbarli.
In condizioni di laboratorio, negli uccelli sono stati rilevati altri cosiddetti effetti non termici, come il rilascio di ormoni dello stress o influssi sull’equilibrio della melatonina che, tra le altre cose, è responsabile del ritmo sonno-veglia. Sempre in laboratorio, in alcune varianti genetiche degli embrioni di pollo campi magnetici a bassa frequenza, come quelli causati principalmente dalle linee elettriche ad alta tensione, hanno portato a un aumento dei tassi di deformità e mortalità embrionale. Questi risultati ottenuti in laboratorio non possono tuttavia essere automaticamente trasferiti alla situazione sul campo, perché finora esistono solo pochi studi in merito e, complessivamente, i loro risultati sono contraddittori. Su questo tema sussistono ancora notevoli lacune nelle conoscenze.