Questo bilancio intermedio positivo per gli uccelli non avrebbe potuto essere raggiunto senza l’impegno dei partner locali. Fin dall’inizio, per ridare vita alla storica selva il Comitato di gestione del progetto ha saputo unire competenza, memoria del territorio e passione. Il suo costante coinvolgimento ha permesso di superare molti ostacoli. Ad esempio, il piano di gestione dei prati fioriti appena seminati prevedeva il pascolo con le pecore, ma è risultato che il mantenimento di questi prati può essere assicurato solo con lo sfalcio, che su questi terreni ripidi è una vera sfida. Inoltre, la lotta contro le piante invasive, come la buddleja, si rivela a volte infinita. Nessuno di questi eventi imprevisti ha tuttavia influito sulla determinazione delle persone dietro il progetto, rimaste attivamente impegnate durante tutto il processo.
L’avventura continuerà almeno fino al 2027. Professionisti e volontari continueranno a unire le forze per riaprire gli ultimi settori previsti, piantare nuovi giovani castagni e gestire le aree già ripristinate. I prossimi censimenti ornitologici confermeranno, o meno, le tendenze positive osservate finora e forse riveleranno altre sorprese. A metà del programma, gli insegnamenti tratti dal monitoraggio dell’avifauna sono un segnale forte a favore della continuazione o addirittura dell’estensione del progetto ad altri settori dello Chablais o della regione limitrofa in Francia.