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Più comprensione per le sfacciate cornacchie

Aprile 2019

Quasi nessun altro gruppo di uccelli deve combattere contro così tanti pregiudizi come i Corvidi. Con una migliore comprensione delle relazioni ecologiche e del loro comportamento si possono sfatare questi pregiudizi e diminuire i conflitti.

In Svizzera gli effettivi di molti Corvidi sono in netto aumento. In particolare Gazza, Cornacchia nera (e grigia) e Corvo comune sono oggi nidificanti diffusi nei villaggi e nelle città. Questi uccelli adattabili beneficiano qui delle buone condizioni alimentari e della mancanza di nemici. Negli insediamenti gli uccelli vivono nelle immediate vicinanze dell’uomo, fatto che porta regolarmente a conflitti: gli abitanti vengono disturbati dalle chiassose colonie di Corvo comune e dallo sterco che si accumula sotto di esse, oppure si lamentano se nel loro giardino un nido di Passeriforme viene saccheggiato da una cornacchia o una gazza.

Effetti sui piccoli Passeriformi

Spesso si sente dire che negli insediamenti i Corvidi decimano o addirittura portano all’estinzione gli effettivi dei Passeriformi. Piccoli uccelli, uova e nidiacei giocano un ruolo solo secondario nell’alimentazione degli adulti ma sono importanti quale nutrimento per i piccoli: con un’alimentazione ricca di proteine gli adulti consentono loro di iniziare bene la loro vita, esattamente come fa, ad esempio, un’Aquila reale che nutre i suoi piccoli con marmotte. Se si considera la Svizzera nel suo insieme, i Corvidi non hanno alcun influsso sullo sviluppo degli effettivi di altri uccelli. I piccoli Passeriformi nidificano per lo più diverse volte all’anno e possono così compensare eventuali perdite di covate. Il «Monitoraggio degli uccelli diffusi », effettuato annualmente, mostra che negli ultimi anni gli effettivi di Merlo, Pettirosso, Cinciallegra e di molte altre specie sono nettamente aumentati, anche se i loro nidi possono essere saccheggiati da Corvidi.

Chi osserva nel proprio giardino un Corvide che saccheggia un nido, si sente comunque dalla parte dei danneggiati. Chi vuole aiutare i Passeriformi dovrebbe piantare, invece di thuja o lauroceraso, densi cespugli spinosi ed essenze legnose indigene che offrano una buona copertura, come prugnoli, biancospini, rose selvatiche o sambuchi neri, che offrono ai passeriformi luoghi di nidificazione relativamente sicuri.

Effetti sui rapaci

Quando i Corvidi si accaniscono su un rapace le simpatie vanno nettamente a favore del rapace, il «buono», mentre i Corvidi sono i «cattivi». I rapaci non vengono tuttavia attaccati senza motivo: i Corvidi scacciano un potenziale nemico dal loro territorio, per proteggere sé stessi e difendere i loro piccoli. I Corvidi sono infatti genitori esemplari, che si occupano premurosamente della loro prole. Ciò che per altri animali viene considerato amore parentale, per i Corvidi viene visto come malvagità. Per i rapaci, gli attacchi dei Corvidi possono tuttavia risultare al massimo fastidiosi, ma non hanno effetti sulle loro popolazioni: dagli anni 1990 gli effettivi della maggior parte dei rapaci sono infatti in aumento.

Conflitti tra vicini

Al contrario di Cornacchia nera e grigia, che si riproducono in coppie territoriali, il Corvo comune nidifica in colonie. Gran parte delle 5800-7300 coppie nidificanti in Svizzera si trova nelle città. Soprattutto a partire da maggio, quando entrambi i genitori portano cibo alla loro prole, le colonie possono diventare molto rumorose, fatto che può portare a reclami da parte di chi abita vicino alla colonia. Per il Corvo comune, uccello sociale, la comunicazione acustica gioca tuttavia un ruolo essenziale. Misurazioni del livello sonoro hanno inoltre mostrato che i richiami dei corvi comuni si trovano nettamente al di sotto del rumore del traffico. Che tuttavia i primi vengano maggiormente percepiti come disturbo mostra quanta poca buona volontà esista nei confronti degli uccelli. In particolare, quando sotto ai nidi si trovano parcheggi, panchine o parchi gioco, marciapiedi o fermate di autobus, esiste un ulteriore potenziale di conflitto dovuto all’insudiciamento da sterco.

Per impedire l’insediamento di corvi comuni sono già stati effettuati tentativi con i metodi più disparati: frequente potatura degli alberi, impiego di finti rapaci, repulsori ottici, raggi laser e altre tecniche sono stati utilizzati in diversi luoghi con diversi gradi di successo. Per lo più ciò ha portato alla fondazione di nuove colonie nelle vicinanze, spostando quindi il problema senza tuttavia risolverlo. Dal punto di vista della Stazione ornitologica, le misure devono essere completate entro l’inizio del periodo di protezione a metà febbraio. Documentare eventuali interventi e i loro effetti è una premessa per poter imparare da queste esperienze e ottimizzare eventuali ulteriori misure.

Cornacchie e agricoltura

I Corvidi non trovano il loro cibo soltanto nelle agglomerazioni, ma anche nelle zone agricole aperte. Stagionalmente le piante coltivate possono quindi costituire una parte importante del loro nutrimento. Anche se singole aziende possono essere pesantemente colpite, ricerche hanno stimato che il danno globale agricolo è poco elevato. I Corvidi vengono tuttavia anche benvisti dagli agricoltori poiché mangiano, tra l’altro, anche carogne, lumache e topi. Responsabili dei danni alle colture sono soprattutto uccelli non nidificanti, che si riuniscono in stormi, mentre le coppie durante il periodo riproduttivo non causano praticamente alcun danno. Nei nidi di cornacchie e gazze nidificano inoltre gufi comuni e gheppi: senza i Corvidi nelle zone agricole questi cacciatori di topi non potrebbero riprodursi.

Il metodo migliore per tenere lontani i Corvidi dalle colture è la prevenzione. Piantando siepi e boschetti campestri si offre copertura ai loro nemici. Se i Corvidi non si sentono sicuri, il loro periodo di permanenza sui campi può ridursi. Anche scegliendo il momento adatto per la semina si possono evitare danni. Se, malgrado ciò, si rende necessario scacciare i Corvidi, sono necessari fantasia e cambiamenti frequenti: questi intelligenti uccelli imparano infatti velocemente e dopo pochi giorni non reagiscono più alle misure dissuasive. Utilizzati a turno, offrono una certa protezione palloni riempiti di gas, nastri colorati in plastica, eliche a vento e apparecchi con effetti dissuasivi acustici e/o visivi; i palloni a gas sono particolarmente efficaci. Dettagli sul loro uso corretto si possono trovare nel foglio informativo «Corvidi nelle colture agricole». Un’intensificazione della caccia, spesso discussa, non permette invece una soluzione a lungo termine di questi conflitti.

Il tema cruciale della caccia

Contrariamente a quanto pensa la maggior parte della gente, gazze e cornacchie non sono protette e quindi, fuori dal periodo di protezione, possono essere cacciate. Dal 2012 anche il Corvo comune è cacciabile ma gode di un periodo di protezione che va dal 16 febbraio al 31 luglio. Secondo la statistica venatoria federale, tra il 2010 e il 2017 sono state abbattute annualmente 9762 cornacchie nere e 1386 gazze. Negli ultimi anni il numero di corvi comuni abbattuti è salito alle stelle: se nel 2013 erano ancora stati abbattuti solo 4 corvi, nel 2017 erano già 200. Non si può quindi parlare di protezione. Una decimazione durevole degli effettivi mediante un’intensificazione della caccia non è tuttavia attuabile per diversi motivi: da un lato la caccia è molto impegnativa poiché questi uccelli, grazie alla loro elevata intelligenza, in poco tempo riconoscono individualmente i cacciatori e i loro veicoli, allontanandosi per tempo; dall’altro, nelle agglomerazioni, dove gli effettivi sono aumentati in maniera particolare, per motivi di sicurezza la caccia non è praticabile.

La caccia blocca inoltre alcuni meccanismi naturali di regolazione che impediscono alle popolazioni di crescere all’infinito. In caso di densità elevate, si osserva infatti un numero maggiore di uccelli non nidificanti, che disturbano in maniera massiccia le coppie durante l’allevamento dei piccoli, riducendo il successo riproduttivo. Oltre a ciò, con la densità aumenta anche l’aggressività tra coppie confinanti. Cornacchie e gazze non si sopportano molto neanche tra di loro, saccheggiando a vicenda i loro nidi appena si presenta la possibilità. Con la decimazione temporanea indotta dalla caccia vengono disattivati i meccanismi naturali di regolazione, che agiscono in caso di densità elevate, e gli effettivi raggiungono quindi di nuovo molto rapidamente le dimensioni precedenti.