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Verso un verde futuro per la Tottavilla

Agosto 2018

Circa la metà degli effettivi svizzeri di Tottavilla nidifica nei vigneti vallesani. Con un progetto di ricerca, negli ultimi anni si sono studiate le esigenze delle tottaville vallesane riguardo al loro habitat, in relazione ai vari metodi di gestione dei terreni.

Anche se in Svizzera dal 2000 gli effettivi di Tottavilla sono aumentati, le circa 300 coppie nidificanti rappresentano un numero ancora molto basso. Per questo la specie figura in Svizzera nella Lista Rossa quale «vulnerabile» e fa parte alle specie prioritarie per le quali vengono sviluppate particolari misure di conservazione. Nel nostro Paese la Tottavilla si osserva soprattutto nei pascoli giurassiani ma anche nei vigneti della Svizzera nordorientale, attorno a Ginevra e in Vallese; circa la metà delle coppie nidificanti si trova in quest’ultimo Cantone. Il suo canto melodioso, che le è valso il nome scientifico del genere Lullula e il nome francese «Alouette lulu», si può udire già da metà febbraio. Durante queste settimane del tardo inverno si può spesso osservare la Tottavilla mentre esegue con tenacia i suoi gorgheggi in volo a grande altezza. Appena iniziano a nidificare a fine marzo, questi uccelli divengono invece molto discreti, poiché da quel momento passano la maggior parte del tempo al suolo, cercando nutrimento, ben mimetizzati, o covando già nel loro nido. Durante il periodo di nidificazione da marzo a luglio, quale fonte di nutrimento la Tottavilla dipende essenzialmente da insetti, che scova di preferenza in habitat con erba bassa.

Condizioni di vita contrastanti nei vigneti vallesani

In Vallese i vigneti rappresentano un habitat estremo poiché qui, su circa l‘80 % delle particelle, tutta la vegetazione al suolo viene ancora distrutta con diserbanti. I vigneti danno quindi spesso un’immagine sterile. L’uso di diserbanti può essere spiegato principalmente con il clima secco: i viticoltori vogliono impedire un’eccessiva concorrenza per acqua e sostanze nutritive tra le viti e altre piante, distruggendo quindi le presunte erbacce. Negli ultimi anni si è tuttavia potuto constatare un cambio di direzione verso metodi di coltivazione più rispettosi dell’ambiente, che consentono un inerbimento del terreno. Da allora in Vallese il numero di vigneti inerbati è in aumento, fatto che porta al panorama contrastante di oggi: di frequente, particelle inerbite si trovano come oasi in mezzo a superfici sterili trattate con diserbanti. Tuttavia, a seconda della regione, spesso sono isolate da altri vigneti inerbati. Il fatto che gran parte degli effettivi svizzeri di Tottavilla nidifichi in un habitat così estremo ha sollevato una serie di questioni scientifiche alle quali, negli ultimi anni, la Stazione ornitologica, assieme all’università di Berna, ha cercato di dare una risposta.

Condizioni di vita contrastanti nei vigneti vallesani

In Vallese i vigneti rappresentano un habitat estremo poiché qui, su circa l‘80 % delle particelle, tutta la vegetazione al suolo viene ancora distrutta con diserbanti. I vigneti danno quindi spesso un’immagine sterile. L’uso di diserbanti può essere spiegato principalmente con il clima secco: i viticoltori vogliono impedire un’eccessiva concorrenza per acqua e sostanze nutritive tra le viti e altre piante, distruggendo quindi le presunte erbacce. Negli ultimi anni si è tuttavia potuto constatare un cambio di direzione verso metodi di coltivazione più rispettosi dell’ambiente, che consentono un inerbimento del terreno. Da allora in Vallese il numero di vigneti inerbati è in aumento, fatto che porta al panorama contrastante di oggi: di frequente, particelle inerbite si trovano come oasi in mezzo a superfici sterili trattate con diserbanti. Tuttavia, a seconda della regione, spesso sono isolate da altri vigneti inerbati. Il fatto che gran parte degli effettivi svizzeri di Tottavilla nidifichi in un habitat così estremo ha sollevato una serie di questioni scientifiche alle quali, negli ultimi anni, la Stazione ornitologica, assieme all’università di Berna, ha cercato di dare una risposta.

Alle tottaville piacciono vigneti inerbiti e ricchi di specie

In una prima fase il team di ricercatori voleva capire in quali vigneti le tottaville stanno più volentieri, rispettivamente se avessero una preferenza per uno dei due tipi di gestione «rinverdito» o «non rinverdito». Siccome gli uccelli, con l’inizio del periodo di nidificazione divengono difficili da scoprire e da osservare, durante tre stagioni riproduttive i loro luoghi di soggiorno sono stati determinati tramite telemetria. Contemporaneamente si sono cercati i loro nidi nei vigneti, in modo da ottenere importanti informazioni riguardo alle loro preferenze nella scelta del sito di nidificazione. Si è inoltre studiata la densità di insetti nei diversi vigneti, poiché l’uso dell’habitat da parte degli uccelli insettivori è largamente determinato dall’offerta di cibo e dalla sua disponibilità. I ricercatori hanno scoperto che più il terreno era inerbito e più l’inerbimento era diversificato, più le densità di insetti nei vigneti erano elevate. Ciò spiega a sua volta il corrispondente uso dell’habitat da parte della Tottavilla: i risultati hanno infatti mostrato chiaramente che, nella scelta dei loro territori, le tottaville non solo preferivano vigneti inerbiti, ma soprattutto quelli che presentavano associazioni vegetali più ricche di specie. Inoltre, per soddisfare le diverse esigenze della specie, sembrava importante la diversità strutturale della vegetazione al suolo: per la ricerca del nutrimento le tottaville sceglievano particelle inerbite con vegetazione discontinua che presentavano un’elevata percentuale di aree con terreno nudo. Ciò rende le prede più accessibili. Per la scelta del sito di nidificazione le tottaville preferivano invece luoghi con vegetazione il più possibile densa e alta. Con la protezione della vegetazione sembra che perdite di covate dovute ai Corvidi, attivi di giorno, e alle volpi, attive di notte, siano meno elevate.

Dalla prospettiva degli uccelli: sono richiesti habitat a mosaico

Se si osserva il paesaggio dei vigneti vallesani dall’alto, quindi dalla prospettiva degli uccelli, sorge inoltre la domanda su quale ruolo giochino la percentuale di superfici inerbite e la loro interconnessione all’interno di un potenziale territorio. Il numero di insetti in una determinata zona era fortemente influenzato dalla superficie di vigneti inerbiti: il maggior numero di insetti si è trovato quando la percentuale di superfici inerbite era relativamente elevata (60 %). La superficie inerbita e la sua disposizione spaziale avevano un ruolo importante anche nell’uso dell’habitat della Tottavilla: se soltanto una piccola percentuale (10-20 %) della superficie era inerbito, le tottaville preferivano paesaggi nei quali le parcelle inerbite fossero ben interconnesse l’una con l’altra. Tuttavia, appena un’area presentava un’elevata percentuale di particelle inerbite gli uccelli preferivano una maggiore frammentazione. Ciò significa che le parcelle rinverdite non dovrebbero formare una superficie compatta ma formare, interagendo con altri elementi, un differenziato paesaggio a mosaico.

Significato per la pratica

Nella prossima fase, i risultati delle ricerche effettuate nei vigneti vallesani dovranno essere implementati passo dopo passo per favorire con misure mirate la Tottavilla e la biodiversità locale. A questo scopo è stato lanciato un progetto della Stazione ornitologica in collaborazione con il parco naturale Pfyn-Finges. L’obiettivo è di aumentare le superfici rinverdite nei vigneti, di interconnetterle meglio e di renderle più diversificate con speciali miscele di semi. Con aziende agricole interessate, in diversi piccoli progetti vengono inoltre create strutture naturali per la promozione della biodiversità come siepi basse o mucchi di pietre. Ai viticoltori che desiderano gestire i loro vigneti in maniera sostenibile e prossima alla natura viene consigliato di rinverdire gli spazi tra i filari e di mantenere senza vegetazione gli spazi sotto ai ceppi, in maniera di creare un mosaico di superfici inerbite e terreno senza vegetazione. Per ottenere un rinverdimento ricco di specie, a seconda delle particelle andrebbe promosso uno sviluppo spontaneo della vegetazione o andrebbero seminate miscele di semi adattate alla stazione. Con l’attuale cambiamento verso una gestione più sostenibile dei vigneti abbiamo di fronte un futuro entusiasmante e pieno di speranza, in cui si spera che il melodioso canto della Tottavialla potrà di nuovo risuonare in molti luoghi.