Titolo di questo rapporto sul Col de Bretolet è doppiamente fuorviante: in primo luogo le attività d’inanellamento erano già iniziate nel 1953, 1954, 1956 e 1957, con campi del Groupe des Jeunes di Nos Oiseaux. Il lavoro sistematico è tuttavia effettivamente iniziato nel 1958, quindi 60 anni fa, dopo la costruzione di una capanna stabile e con il finanziamento da parte del Fondo nazionale, attraverso la Stazione ornitologica svizzera. Secondariamente, sul Col de Bretolet non si sono soltanto inanellati uccelli ma hanno avuto luogo anche osservazioni sistematiche della migrazione e sono pure stati studiati gli spostamenti di altri gruppi di animali (farfalle diurne e notturne, sirfidi, pipistrelli). Si tratta quindi in realtà di una stazione alpina di ricerca.
Punto di partenza per lo studio della migrazione degli uccelli sul Col de Bretolet era stata la domanda se gli uccelli in migrazione attraversassero le Alpi o no, questione discussa negli anni ‘30 in maniera molto controversa, persino polemica, e che aveva portato ad azioni di osservazione e di cattura su diversi passi alpini. In quegli anni la Stazione ornitologica si era impegnata soprattutto presso Realp (Arnold Masarey & Ernst Sutter). Dopo aver osservato una forte migrazione di uccelli sul Col de Cou, Max d’Arcis aveva suggerito di aprire una stazione simile nelle Alpi svizzere occidentali.
Questo desiderio fu ripreso solo negli anni ‘50 quando Michel Desfayes, dopo aver effettuato escursioni su vari passi romandi, nel 1951 giunse alla conclusione che sul Col de Cou / Bretolet la migrazione diurna era particolarmente forte. Ben presto fecero seguito i campi d’inanellamento del Groupe des Jeunes, citati più sopra, e l’impegno della Stazione ornitologica. All’inizio, l’obiettivo era descrivere lo spettro delle specie e il passaggio delle varie specie sull’arco della giornata e delle stagioni. Ben presto ci si rese conto che di notte i migratori potevano venire catturati con reti alte, un’opportunità fino ad allora unica al mondo. Ciò ha portato al lavoro dettagliato di Volker Dorka (1966) sul passaggio giornaliero e stagionale di molte specie; in esso sono state presentate conoscenze di base sulle differenze tra migratori a corto e a lungo raggio, come pure migratori diurni e notturni, discutendo in particolare l’importanza biologica della migrazione notturna.
Alla domanda se il numero di catture sul Col de Bretolet, fortemente dipendente dalle condizioni meteorologiche, riflettesse effettivamente la migrazione, si è potuta dare una risposta soltanto con l’uso di un radar nel 2007 (le osservazioni con radar del 1966 a Planachaux, di Walter Gehring, non erano quantitative). In effetti esiste una correlazione straordinariamente buona tra l’intensità di migrazione misurata con il radar sia di giorno, sia di notte, e il numero di catture, rispettivamente, di migratori diurni e notturni. In questo modo si è potuta confermare l’ipotesi che, in caso di venti da ovest, la migrazione autunnale attraverso la Svizzera viene spinta contro le Alpi e gli uccelli migrano lungo le valli protette dai venti, volando quindi bassi. È in questo modo che si formano le grandi concentrazioni di uccelli migratori vicino al suolo, sui passi, in particolare sui Cols de Cou e Bretolet che si trovano lungo il prolungamento SO della catena principale delle Alpi.
Nel 1962 Jacques Aubert, del Museo zoologico di Losanna, iniziò con lo studio della migrazione degli insetti. Vennero costruite una seconda capanna e una cisterna, migliorando così notevolmente le condizioni di lavoro. Alla fine degli anni ’60, da parte della Stazione ornitologica la stazione non era sempre occupata ma gli entomologi continuarono sporadicamente a inanellare uccelli. Nel 1972 Raffael Winkler riprese di nuovo l’inanellamento per studiare la pneumatizzazione della calotta cranica dei Passeriformi e affinare i metodi di determinazione dell’età. Dal 1977 fecero seguito ricerche sulla migrazione notturna e sull’attraversamento delle Alpi, dal 1986 studi sul bilancio energetico di migratori notturni e sull’arco di tutto questo periodo rilevamenti sulla muta che, con le relative fotografie, portarono alla pubblicazione del libro «Moult and Ageing of European Passerines». Studi specifici sul Col de Bretolet portarono a molte altre conoscenze, come ad esempio sul decorso giornaliero e stagionale della migrazione dei rapaci, su parassiti del sangue e ectoparassiti degli uccelli come zecche e la loro infestazione con batteri di Borrelia e sulla presenza di pipistrelli; recentemente sono stati di nuovo ripresi studi sulla migrazione degli uccelli.